mercoledì 28 giugno 2017

Segnalazione "Chiaro di Venere" di Claudio Demurtas

Buona sera amici lettori, perdonate i miei sporadici post dell'ultimo periodo ma il lavoro mi riempie per bene le giornate ed il weekend ne approfitto per uscire, pensate che fin ora sono riuscita a passare ben due fine settimana al mare, un lusso in pratica!
Comunque oggi vi voglio parlare di un libro tutto all'italiana ambientato nella bella Sardegna anni '60.

Titolo:

Chiaro di Venere


Autore: Claudio Demurtas
Editore: Eventualmente
Genere: Narrativa contemporanea
Prezzo cartaceo: € 15.00

Trama:
"Federico Nemis studia giurisprudenza. Appartiene alla classe borghese ed è pieno di preconcetti. La vita che conduce non lo soddisfa, e con le sue insicurezze si getta in diverse esperienze sessuali e nel calcio.
La nomina di insegnante di lettere in una scuola media di uno sperduto paesino della Sardegna per 67.000 lire si rivela provvidenziale. Fare il professore gli permette di acquistare una certa autonomia economica e dalla famiglia d’origine, ma soprattutto di comprare la sua prima auto, una Seicento, di cui si può vantare con amici e colleghi. Diventa anche il punto di riferimento di molti alunni, che lo apprezzano per la sua passione istintiva. 
L’iniziale indifferenza a tematiche politiche, sociali e religiose lascia così finalmente spazio a un percorso di formazione e di crescita anche grazie all’incontro con Luisella, una matricola della facoltà di giurisprudenza che proviene da un ambiente sociale operaio molto diverso da quello di Federico, con cui sosterrà accese discussioni politiche. È il 1963, in piena guerra del Vietnam con tutte le sue atrocità, ma altre saranno le occasioni di dibattito, tra cui l’elezione in Cile di Salvador Allende nel 1970 e il golpe dell’11 settembre 1973 che porta al potere Pinochet.
Caduti i pregiudizi che l’hanno profondamente condizionato, e in seguito agli incontri con un prete contestatore, Federico abbraccerà infine le idee promosse dalla sinistra, trovando se stesso e gli altri, l’amore e la vita.
Con questo romanzo d’esordio Demurtas filma una condizione umana più vasta con descrizioni puntuali, personaggi che si incontrano, si perdono e si ritrovano, emozioni, digressioni ragionate su liberalismo e comunismo, religione e religiosità, excursus antropologici, geopolitici e sociologici. Il tutto usando la parola in modo talentuoso, tessendo metafore e un fraseggiare classico e moderno allo stesso tempo che merita veramente di attenzione. "

Un libro che si prospetta molto interessante, un viaggio nella nostra storia più recente, ma per molti quasi del tutto sconosciuta ed il tutto visto dagli occhi di un giovane, proprio per coinvolgere noi giovani in un passato così vicino ma per molti versi molto lontano.


Cari lettori che ne pensate di questa trama? Qualcuno di voi ha letto questo libro o ha in programma di farlo?

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