martedì 25 aprile 2017

Recensione "Il titolo di questo libro è un segreto" di Pseudonymous Bosch

Titolo:

Il titolo di questo libro è un segreto

Autore: Pseudonymous Bosch
Prezzo Cartaceo: €10.50
Prezzo Ebook: €6.99

Trama:
"Se questo fosse il riassunto di un libro normale direi che questo romanzo è assolutamente fantastico. E avvincente! (Anche se, a leggere le copertine, tutti i romanzi sono fantastici e avvincenti.) Vi racconterei del destino di una scatola che contiene le fialette di 99 odori per comporre una "Sinfonia dei Profumi". Vi descriverei le avventure di due giovani e coraggiosi eroi, Cassandra e Max-Ernest, scappati di casa alla ricerca di un mago scomparso in strane (e inquietanti) circostanze. Vi accennerei a codici da decifrare, rapimenti in istituti di bellezza e misteri egizi. Ma, tristemente, non posso dirvi nessuna di queste cose: potrebbero invogliarvi a leggere il libro. E non è il caso: se il titolo di questo libro è segreto, la sua storia lo è ancora più. Perché racconta di un segreto che tormenta persone come voi da più di... oh no! Ho parlato del segreto? Allora ormai è troppo tardi! Ho paura che nulla vi fermerà a questo punto. Aprite il libro, se proprio dovete. Ma per favore, non ditelo a nessuno. "

Recensione:
Molte cose di questo libro sono un segreto, in primis il suo titolo, ma anche il suo autore è palesemente uno pseudonimo, chiamarsi Pseudonymous lo trovo geniale per uno scrittore che vuole celare la sua identità.
Fin dalle prime pagine sono stata catturata dallo stile narrativo di questo misterioso scrittore, che fa anche da narratore dei segretissimi eventi contenuti in questo libro, ho apprezzato in particolare il modo in cui riesce a coinvolgere il lettore ed a incuriosirlo.
La storia è ambientata in una cittadina come tante il cui nome non ci viene svelato, i protagonisti sono una ragazzina sempre pronta per ogni catastrofe, una survivalista insomma, ed un ragazzino che parla davvero troppo.
I nomi dei nostri due eroi non sono i loro veri nomi, in quanto il narratore vuole impedire al lettore di andarli a cercare, ma per rendere la storia più facile da capire ha deciso di chiamare la ragazzina Cass ed il ragazzino Max-Ernest.
L'avventura dei nostri protagonisti ha inizio in un mercoledì pomeriggio come tanti altri, mentre Cass prende il tè con i suoi due "nonni" come ogni settimana, lei è una ragazzina molto particolare, come forse avrete già capito e non ha molti amici, molti la considerano strana e addirittura paranoica per via della sua tendenza ad essere sempre pronta per qualsiasi disastro.
Quel giorno l'agente immobiliare amica degli anziani signori, porta loro uno scatolone pieno di vecchie cose appartenute ad un anziano da poco scomparso e soprannominato "il mago", ma questo fatto non è quello che rompe la routine, in quanto i nonni di Cass gestiscono un negozio di antiquariato, anche se secondo Cass sarebbe più appropriato dire di cianfrusaglie vecchie.
La grande avventura di Cass inizia quando nello scatolone trova una valigetta contenete centinaia di fialette di profumi chiamata "La sinfonia dei profumi", la curiosità della ragazzina la porta ad indagare per scoprire il segreto dietro al misterioso oggetto e all'identità del mago.
Ben presto la ragazzina si trova a fare squadra con l'ultima persona con cui pensava di collaborare, ovvero il suo compagno di scuola Max-Ernest, un piccolo ragazzino con una parlantina estenuante, tutti, anche i genitori, pensavano avesse un qualche disturbo, ma nessuno era riuscito a diagnosticarlo.
Ma Max-Ernest si rivela un ottimo socio per la grande avventura che i due hanno di fronte, è infatti un ragazzino molto logico ed appassionato di indovinelli e decifrazione di codici.
Non voglio rivelare altro della trama perchè è giusto che rimanga segreta, come vuole l'autore, ma vi consiglio di leggere questo libro.
Questo è un libro pensato per ragazzi, ma credo che possa essere adatto anche per un adulto, probabilmente riuscirebbe addirittura ad apprezzarlo di più, in quanto dietro ad una storia avventurosa, divertente e magica, si nascondono tematiche importanti affrontate in modo da non pregiudicare il coinvolgimento del lettore, ma anzi facendogliele capire attraverso i fatti narrati.
Questi temi importanti sono ad esempio: l'essere diversi ed unici e quanto la diversità porti solitudine, ma anche opportunità, poi si tratta molto di quanto gli adulti siano ossessionati dall'ideale della giovinezza e bellezza nonostante gli anni che passano per tutti.
Ma soprattutto mi ha colpita come venga trattata in modo approfondito una "sindrome" di cui non conoscevo nemmeno l'esistenza, nella storia ha un importanza enorme e sono felice che questo tema sia trattato in un libro per ragazzi, perchè li porta a riflettere sul concetto che diamo al diverso e su quanto esso possa essere in realtà una risorsa.

Giudizio:


Personaggio preferito:
Questa volta è davvero difficile scegliere, perchè i due protagonisti mi sono piaciuti moltissimo, penso di aver apprezzato un po' di più Max-Ernest per via della sua assurda storia famigliare e per il cambiamento che ha nel corso del romanzo.

Attenzione!
Il libro è il primo di una saga di 5 che sono:

1. Il titolo di questo libro è un segreto
2. Se state leggendo questo libro è gia troppo tardi!
3. Questo libro potrebbe farvi male
4. Questo non è un libro
5. Non toccate questo libro

Io mi sa che li leggerò tutti!


lunedì 24 aprile 2017

Music Monday #12

Buongiorno cari lettori, spero che voi stiate facendo il ponte, e siate a rilassarvi con un buon libro!
Oggi vi parlo di un libro che ho appena iniziato, ma che promette molto bene, eccoci dunque ad un nuovo appuntamento musicale






Titolo: Something just like this
Artista/Gruppo: the Chainsmokers e Coldplay
Anno: 2017
Durata: 4.07 min


Ho cercato una canzone che riesca a trasmettere quanto le prime pagine di questo libro mi abbiano affascinata, mi sto addentrando in un genere completamente nuovo per me e sono molto curiosa di scoprire come si evolverà.
Il libro è una raccolta di racconti, per ora ho letto il primo ed iniziato il secondo, si parla di robot e delle tre leggi che regolano il loro cervello positronico.
Ma si vede anche come queste leggi statiche influenzano la soggettività della macchina, in modi assurdi e unici.
La prima storia è un dolcissimo racconto che ha per protagonisti una bambina di otto anni e il suo robot-babysitter, un robot che non parla ma che ama ascoltare le favole.
Mi aspetto di leggere altre storie così intense e di vedere anche l'evoluzione della tecnologia robotica, ipotizzata da Asimov.


Che ne pensate? Qualcuno di voi l'ha letto?

venerdì 21 aprile 2017

5 cose che.. 5 libri che mi sono piaciuti nonostante la copertina brutta

Buongiorno lettori, dopo aver saltato un paio di appuntamenti settimanali eccomi tornata con un nuovo post per la rubrica ideata da twins books lovers




Ecco il tema di questa settimana:

5 libri che mi sono piaciuti nonostante la copertina brutta

Quando ho aperto gli occhi di Nickolas Sparks

Un libro che mi ha conquistata e che mi è piaciuto immensamente, lo definirei una delle più belle letture di quest'anno ed ha preso un posto tra i miei libri preferiti (trovate la Recensione QUI), pensate che l'ho anche prestato a mia nonna e pure lei mi ha detto che le è piaciuto moltissimo.
Non sopporto però la copertina di questo libro altrimenti stupendo; la trovo scialba e completamente inadatta alla storia e non penso definisca neppure fisicamente la protagonista, insomma è proprio da bocciare a parer mio.



La mia edizione di Orgoglio e Pregiudizio di Jane Austen

Avevo già parlato una volta del mio odio-amore per la copertina della mia edizione di Orgoglio e Pregiudizio, ma non posso fare a meno di ripetermi visto il tema di questa settimana.
Penso che la copia in mio possesso sia una delle più brutte che abbiano mai pubblicato, ogni volta che vado in libreria vedo nuove ristampe di questo stupendo classico, ma la mia rimane sempre quella con la copertina più inguardabile.
E' ironico perché questo è probabilmente il mio libro preferito in assoluto e l'avrò letto almeno 6 volte (a breve ho in programma una nuova rilettura) e dopo tutti questi anni mi sono anche abituata alla bruttezza di questa copertina.



Saga di Harry Potter di J. K. Rowling

Ormai è risaputo quanto io ami questa saga e perciò non voglio dilungarmi troppo su questo tema, ma oggettivamente parlando le copertine della prima edizione sono decisamente bruttine, per non dir assurde.
Io comunque visto che ci sono cresciuta insieme non riesco a vederle del tutto in maniera negativa, fanno parte della mia infanzia.
Ma paragonando alle nuove edizioni di questi ultimi anni la differenza è palese.



Misery di Stephen King

Un altro libro che mi ha conquistata in tutto fuorché la copertina, l'edizione che ho letto io è un po vecchiotta, perchè l'ho preso in prestito in biblioteca, ma penso che per una storia così tutte le edizioni abbiano una copertina spaventosa.
Ecco più che per la bruttezza, non mi piace perché mi mette i brividi, forse perchè conosco la storia o è solo per l'ombra inquietante. (trovate la mia recensione QUI).



Il quinto libro proprio non lo riesco a trovare, perchè ho notato che i libri che mi sono piaciuti hanno tutti belle copertine, in fondo anche l'occhio vuole la sua parte e siamo molto fortunati da questo punto di vista perchè si presta sempre più attenzione nel creare libri con copertine meravigliose o almeno non brutte.
Peccato che libri brutti ne esistano comunque moltissimi e spesso hanno delle stupende copertine!

sabato 15 aprile 2017

Recensione "Ciò che inferno non è" di Alessandro D'Avenia

Titolo:

Ciò che inferno non è 

Autore: Alessandro D'Avenia
Prezzo Cartaceo: €19.00
Prezzo Ebook: €7.99

Trama:
"Federico ha diciassette anni e il cuore pieno di domande alle quali la vita non ha ancora risposto. La scuola è finita, l'estate gli si apre davanti come la sua città abbagliante e misteriosa, Palermo. Mentre si prepara a partire per una vacanza-studio a Oxford, Federico incontra "3P", il prof di religione: lo chiamano così perché il suo nome è Padre Pino Puglisi, e lui non se la prende, sorride. 3P lancia al ragazzo l'invito a dargli una mano con i bambini del suo quartiere, prima della partenza. Quando Federico attraversa il passaggio a livello che separa Brancaccio dal resto della città, ancora non sa che in quel preciso istante comincia la sua nuova vita. La sera torna a casa senza bici, con il labbro spaccato e la sensazione di avere scoperto una realtà totalmente estranea eppure che lo riguarda da vicino. È l'intrico dei vicoli controllati da uomini che portano soprannomi come il Cacciatore, 'u Turco, Madre Natura, per i quali il solo comandamento da rispettare è quello dettato da Cosa Nostra. Ma sono anche le strade abitate da Francesco, Maria, Dario, Serena, Totò e tanti altri che non rinunciano a sperare in una vita diversa... Con l'emozione del testimone e la potenza dello scrittore, Alessandro D'Avenia narra una lunga estate in cui tutto sembra immobile eppure tutto si sta trasformando, e ridà vita a un uomo straordinario, che in queste pagine dialoga insieme a noi con la sua voce pacata e mai arresa, con quel sorriso che non si spense nemmeno di fronte al suo assassino, con il coraggio di chi nell'atto stesso di morire insegna come vivere a noi che restiamo. "

Recensione:
Ho finito questo libro da ormai una settimana, ed ho aspettato tanto per scrivere la recensione un po' per mancanza di tempo e un po' per metabolizzare bene le emozioni.
Questo libro si potrebbe definire come  "tratto da una storia vera", infatti realtà e fantasia si fondono in maniera talmente veritiera da farmi sorgere il dubbio che sia effettivamente tutta una storia vera.
Ma partiamo dall'inizio, ovvero da una città: Palermo, più precisamente la Palermo del 1993 e da un uomo, Don Pino, detto anche 3P.
Don Pino è un uomo buono, come dovrebbero essere tutti i religiosi, ma è soprattutto un uomo con una missione: migliorare lo stile di vita degli abitanti del quartiere dov'è nato.
Il luogo di cui sto parlando si chiama Brancaccio ed è una periferia di Palermo; io abito al Nord e purtroppo non ho mai avuto occasione di visitare la Sicilia (cosa che vorrei fare!), quindi non avevo mai sentito parlare di questo quartiere.
Nelle prime pagine mi sono addirittura chiesta se stessi leggendo una parte ambientata in un altra città, perchè il quartiere viene descritto come una via di mezzo tra il Bronx e una città Indiana, o almeno a me ha dato quest'impressione.
Brancaccio è un luogo malfamato, dove i bambini passano gran parte delle loro giornate per strada e dove avvengono tutti i più loschi traffici, il tutto sotto il vigile controllo della Mafia.
In questo luogo che appare molto simile ad un inferno in terra, appare una flebile luce grazie alla forza di Don Pino, che combatte per dare un futuro ai bambini di Brancaccio, che nella loro breve vita hanno conosciuto più dolori che gioie.
La storia è narrata un po' in terza persona, dal punto di vista di uno dei personaggi principali e un po' in prima persona, seguendo il punto di vista di un ragazzo di nome Federico.
Questa scelta narrativa in qualche caso mi ha creato un po' di confusione, ma credo sia anche azzeccata considerando che il libro è scritto principalmente per un pubblico di ragazzi, che quindi possono identificarsi più facilmente in un personaggio loro coetaneo.
Federico abita nella parte centrale di Palermo ed è uno studente di Don Pino, che oltre al suo impegno sociale ed ecclesiastico insegna appunto in un liceo.
Il ragazzo è un tipo come se ne trovano molto pochi al giorno d'oggi, perchè è un amante delle parole e dei libri, tanto che suo fratello lo soprannomina "poeta", per via della sua immensa passione per Petrarca.
Il personaggio di Federico mi ha fatto pensare ad un giovane D'Avenia, ed anche se la sua storia è frutto di fantasia, credo che lo scrittore abbia messo molto di se nel giovane "poeta".
Federico è nato a Palermo ma non frequenta Brancaccio e quando accetta di andare ad aiutare Don Pino con i bambini si sente anche lui spiazzato nel vedere quanto la vita sia difficile in un quartiere a pochi chilometri da casa sua.
Inizialmente doveva aiutare il suo insegnante per pochi giorni, prima di partire per una vacanza-studio in Inghilterra, ma le cose cambiano quando Federico conosce una bellissima ragazza di Brancaccio di nome Lucia.
Attraverso gli occhi innocenti e ignari di Federico e attraverso l'impegno e la bontà di Don Pino, noi lettori iniziamo a conoscere gli uomini, le donne e sopratutto i bambini che abitano il quartiere.
Le loro storie sono spesso difficili e tristi da raccontare, ma D'Avenia lo fa mettendoci l'amore in ogni parola, com'è nel suo stile.
Grazie a quest'amore riesce anche a riportare alla vita un uomo, le cui gesta sono ancora per moltissimi sconosciute (me compresa prima di leggere il libro), ma che merita di essere ricordato, non come un Santo perchè i Santi sono visti come entità astratte e lontane dal nostro vivere quotidiano, ma come un uomo che ha scelto di combattere per la giustizia e con tutti i suoi gesti quotidiani è riuscito a cambiare la vita a molte persone.
Questo libro mi è piaciuto in un modo che è molto difficile da spiegare a parole, mi ha emozionata e commossa ed anche stupita, ma tutto questo non è ancora abbastanza per farvi capire tutto quello che ho provato, credo che l'unico modo per capirlo sia leggerlo.

Giudizio:



Personaggio Preferito:
Questa volta non ho dubbi, il mio personaggio preferito è Don Pino, il vero protagonista del romanzo, perchè so che è realmente esistito un uomo così giusto, buono e coraggioso, il che mi da speranza.




Crediti immagine: http://www.stampoantimafioso.it/2013/09/14/padre-pino-puglisi/

lunedì 10 aprile 2017

Perchè leggere "Ritratto di dama" di Giorgia Penzo

Finalmente anche questo lunedì sta giungendo al termine, com'è iniziata la settimana?
Io sono stata di corsa tutto il giorno e non vedo l'ora che sia venerdì!
Oggi vi voglio parlare di un nuovo libro in uscita a marzo, s'intitola "Ritratto di dama" ed è scritto da  Giorgia Penzo, una ragazza di Reggio Emilia che ama il cinema (dove va almeno una volta a settimana), i giochi di ruolo (avete presente Vampire: The Masquerade e D&D?), la mitologia, l’Art Nouveau, divorare biografie di personaggi storici femminili e scappare a Parigi alla prima occasione. È una ragazza nerd nata nel posto sbagliato, nell’epoca sbagliata e laureata alla facoltà sbagliata. Scrivere è la sua più grande passione.
Se vi sete incuriositi potete trovare le sue Pubblicazioni: Qui
Ma continuiamo parlando del suo nuovissimo libro!


Titolo: Ritratto di dama
Autore: Giorgia Penzo
Editore: CartaCanta
Genere: narrativa romantica
Data di uscita: marzo 2017
Prezzo di copertina: € 13.00 (presto disponibile anche in ebook)
Pagine: 152
ISBN: brossura (9788896629970)
TBR Goodreads
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TRAMA

Parigi, notte di San Lorenzo.
Seduta su una panchina di fronte alla cattedrale di Notre Dame, una misteriosa ragazza ha tutta l’aria di aspettare qualcuno.
Uno studente di storia dell’arte – Guillaume – la nota da lontano, apparentemente per caso. Appena incrocia il suo sguardo ha un sussulto: è identica alla famosa Belle Ferronnière ritratta da Leonardo da Vinci, quadro a cui è molto legato.
Sono estranei eppure non si comportano come tali. La complicità che li coglie sin dal primo istante li sconvolge, come se avessero vissuto mille vite insieme da qualche parte nel tempo ma nessuno dei due ne conservasse la memoria. Comincia così – quasi per gioco – la loro passeggiata attraverso la Ville Lumiere, mentre le stelle cadenti rigano il cielo. Dal cimitero di Père-Lachaise fino al cortile del Louvre – passando per gli Champs Elysées, dai giardini delle Tuileries e da un bistrot dove tutto pare essersi fermato alla Belle Époque – i due discutono di ciò di cui è fatta la vita: libri, fato, desideri, morte. Ma soprattutto d’amore.
Quello di cui la ragazza non parla è il segreto che custodisce da sempre, in bilico tra il reale e l’impossibile. Chi è lei veramente? Troverà il coraggio di aprire il suo cuore a Guillaume e sfidare il destino?
L’alba incombe, la scelta è vicina. Poi niente sarà più come prima.


Ho chiesto a Giorgia perche i lettori dovrebbero leggere il suo libro e la sua risposta mi è piaciuta moltissimo, ecco che mi ha detto:

"Questo libro è un invito ad andare a Parigi, a scoprire quanto sia magica e incantevole nella sua quotidianità. Sarebbe bellissimo se le persone, girata l’ultima pagina, avessero voglia di tornarci o visitarla per la prima volta. Più di tutto, però, vorrei che Ritratto di dama lasciasse ai lettori quello che ha lasciato a me: il desiderio di non smettere mai di rincorrere i propri sogni, per quanto irrealizzabili sembrino."

Che dire, se non siete ancora convinti, vi lascio con un paio di citazioni tratte dal libro, io adoro Parigi anche se purtroppo non ci sono mai stata, voi lettori che ne pensate di questa nuova uscita? siete incuriositi?


Music Monday #11

Buongiorno cari lettori, una nuova settimana ha inizio e spero che lo stia facendo con il piede giusto!
Come sempre ecco un nuovo post per tenervi compagnia in questo lunedì.




Titolo: Roar
Artista/Gruppo: Katy Perry
Anno: 2013
Durata: 4.29 min


Ho iniziato da pochissimo questo libro e devo dire che mi sta prendendo ed incuriosendo, in quanto ha un narratore misterioso che mantiene segreti molti dettagli della storia.
Penso che questa canzone stia bene abbinata a questo libro perchè i protagonisti stanno iniziando una strana avventura e poi la ragazzina ha un'indole molto particolare ed è sempre pronta ad affrontare ogni situazione catastrofica.
Lo stile della storia è molto originale e particolare, proprio come lo è il video di Katy Perry, vi farò sapere più nel dettaglio che ne penso una volta finita la lettura.


Buon Lunedì

sabato 8 aprile 2017

5 cose che.. 5 libri che mi hanno costretta a leggere

Buongiorno cari lettori, questa settimana sono stata molto presa dal mio nuovo lavoro e non ho avuto tempo per il blog, cosa che mi è dispiaciuta molto.
Approfitto del weekend per scrivere un paio di post e ne programmerò la pubblicazione durante la settimana, in modo da non rimanere del tutto inattiva.
Ci tenevo particolarmente a recuperare il tema di ieri per la rubrica del venerdì, sono decisamente in ritardo ma ecco un nuovo post per la rubrica ideata da twins books lovers




Ecco il tema di questa settimana:

5 libri che mi hanno costretta a leggere

Prima di iniziare con la lista sento il bisogno di scrivere una premessa, i libri di cui vi parlerò sono quelli che sono stata costretta a leggere per scuola.
Io amo leggere ma non sopporto che mi si costringa a leggere un libro e per una sorta di repulsione/ribellione intellettuale ho odiato quasi tutti i libri che ho dovuto leggere per scuola.
La lettura è una cosa estremamente soggettiva e personale, ed i libri che ho dovuto leggere sono stati scelti principalmente per esigenze di programma e non per stimolare la passione per la lettura.
Da una parte capisco che sia necessario fornire una base culturale, ma penso che prima bisogna educare all'amore per i libri, io questo amore lo avevo già fortunatamente, ma conosco molte persone che dopo aver letto libri per scuola hanno deciso di non farlo più.
Forse abbiamo avuto sfortuna noi a non trovare insegnanti in grado di stimolarci, oppure è così per tutti.
Ora che ho parlato un po' vi svelo i libri che ho dovuto leggere nei lunghi anni di scuola.



La coscienza di Zeno di Italo Svevo

Chi segue il mio blog da un po' probabilmente sa quanto immensa sia la mia repulsione per questo libro.
Fui costretta a leggerlo come compito in quinta superiore, a lezione avevamo studiato Svevo e non mi piaceva molto, poi leggendo il libro ne ho avuto la conferma.
Della storia ricordo molto poco a dire il vero, mi è rimasta ben fissa nella mente la lentezza con cui andava avanti la narrazione e la petulanza del personaggio principale, ovvero Zeno.
La nostra professoressa amava questo romanzo, forse anche per quello io l'ho odiato così tanto, lei aveva un modo di insegnare finalizzato a trasmetterci le sue convinzioni ed a me questo modo di fare non è mai piaciuto.



Vita di Galileo di Bertolt Brecht

Se non sbaglio questo libro fui costretta a leggerlo dalla medesima professoressa sopra citata, ricordo davvero pochissimo della storia e penso che ce l'abbia fatto leggere perche eravamo in dietro con il programma e non eravamo arrivati a parlare di Galileo a storia (o l'avevamo solo accennato).
Ricordo di aver affrontato questa lettura come si fa quando si deve studiare da soli un capitolo di storia, ovvero controvoglia e in maniera affrettata.



Bianca come il latte rossa come il sangue di Alessandro D'Avenia

Finalmente posso parlarvi di un esperienza positiva! fui costretta a leggere questo libro in prima o seconda superiore, avevo una professoressa molto stimolante e la scelta di questo libro è riuscita a suscitare la mia curiosità.
Non conoscevo ancora D'Avenia come autore, era uscito da pochi mesi questo suo primo romanzo, ma la mia professoressa aveva visto tutto il potenziale che poteva avere su delle giovani menti.
Inizialmente devo però ammettere che il libro non mi era piaciuto molto, era scritto con uno stile insolito ed il finale non mi aveva convinta.
Ma è forse l'unico libro che ho dovuto leggere per scuola che ho poi riletto per conto mio.
Fa ancora parte della mia libreria ed è uno dei pochissimi libri che ho riempito di sottolineature.



Il rogo di Berlino di Helga Schneider

Questo libro è una biografia nella quale la scrittrice racconta come ha vissuto la fine della seconda guerra mondiale, era solo una bambina e viveva in Germania e per questo ha subito tutto l'orrore della guerra come tutti gli altri bambini di quel periodo.
Il libro fui costretta a leggerlo alle scuole medie e ricordo che mi aveva turbata molto.
Tratta un argomento molto pesante ed in particolare un episodio nel quale una ragazza veniva stuprata da dei soldati russi mi aveva sconvolta.
Non ho odiato questo libro, mi ha lasciato tante sensazioni spiacevoli, però mi ha fatta anche crescere come lettrice.



La chimera di Sebastiano Vessilli

Fui costretta a leggere questo libro sempre dalla professoressa che non mi piaceva molto, ed anche per questo non sono riuscita ad apprezzare questo romanzo.
La storia di per se non è male, però è un genere storico un po' troppo reale per i miei gusti, ed il finale mi aveva estremamente delusa.




Ecco i 5 libri che più mi sono rimasti impressi, nel bene e nel male.
Voi che ne pensate? 



sabato 1 aprile 2017

#6 Matrioska: simbolo del Tutto


Ho deciso di pubblicare dei nuovi post per la rubrica curiosando, affrontando argomenti che non centrano molto con i libri ma che penso possano interessare, o almeno a me incuriosiscono.
Oggi parliamo di Matrioske.
La mia Matrioska si chiama "Mary" e l'ho comprata in un mercatino più di dieci anni fa, ero una bambina (così capite perchè ho dato il nome ad un oggetto decorativo).
Non era la più bella ma per me è perfetta: è stata per molto tempo ben esposta in camera mia ed ora fa da guardia ai miei amati libri.
L'altro giorno ho fatto pulizie di primavera e ritrovandomela davanti mi sono chiesta quale storia si celasse dietro ad un oggetto così affascinante.
Ecco che cosa ho scoperto nella mia ricerca.


L'ORIGINE:

La Matrioska è un celebre oggetto che racchiude in se la tradizione russa ed i suoi valore più genuini, nacque attorono al 1890 grazie ad un industriale di nome Savva Mamontov che raccolse attorno a se molti artisti e incentivò l'arte all'insegna della riscoperta della tradizione contadina.
I giocattoli in legno facevano parte della vita contadina da molti secoli, ma la creazione di questa particolare bambola è dovuta all'unione del lavoro di due uomini della cerchia di Mamontov.
Fu il celebre pittore S.V. Maljutin (fautore dello stile russo) a disegnare la prima Matrioska "..una rubiconda contadina con la camicia ricamata, il sarafan (ampio abito nazionale russo), un fazzoletto in testa ed un gallo nero in braccio." (cit artigianatorusso.com)
Della realizzazione pratica se ne occupò il celebre giocattolaio Svezdockin realizzando la bambola in 8 parti decrescenti e cave in modo che potessero essere inserite una dentro l'altra.

IL SIGNIFICATO:

Il pezzo più esterno della Matrioska viene chiamato "Madre" ed al suo interno contiene tutti gli altri fino al più piccolo che viene chiamato "Seme".
Le decorazioni sono spesso floreali, ma in molti casi possono raccontare una storia o trasmettere diversi tipi di emozioni.
Il primo significato che viene in mente pensando a questa bambola è quello di fertilità, maternità e famiglia, in quanto la più grande può contenere al suo interno tutte le altre e in un certo senso  le "genera".
Ma essa può anche essere vista come le molteplici parti che compongono un singolo individuo, fino a giungere a quella più piccola che rappresenta l'anima e che solo con pazienza e  dopo aver conosciuto tutte le altre possiamo riuscire a vedere.
E' la prova di quanto l'apparenza inganna.
Esistono moltissime altre interpretazioni, ad esempio chi pensa che rappresenti la nostra vita ed ogni bambola diviene così un ricordo o un emozione del passato.
Poi c'è chi ci vede qualcosa di più fantasioso (a parer mio), come un richiamo agli universi concentrici, o al concetto di Inizio e Fine o addirittura chi vede nella più piccola, il Seme, una rappresentazione dell'atomo che contiene il tutto, comprese le bambole più grandi.

Mi piace il fatto che esistano così tante interpretazioni, in questo modo ognuno può decidere liberamente quale ritiene più veritiera, ma comunque la Matrioska riesce a mantenere un certo fascino misterioso, come se non potessimo mai comprenderla del tutto.



FONTI:
http://www.artigianatorusso.com/index.php?page=20
http://www.eticamente.net/48899/matrioska-il-significato-simbolico-della-bambola-russa.html?refresh_ce

Bene cari lettori, che ne pensate di questo post? fatemi sapere quale significato vi piace di più o se ne avete altri da aggiungere.