lunedì 24 ottobre 2016

Recensione "Due splendidi destini" di Nadia Hashimi

Titolo:

Due splendidi destini 


Autore: Nadia Hashimi
Editore: Edizioni Piemme
Prezzo di copertina: €11,90
Ebook: €6,99

Trama:
"Rahima è una bambina a Kabul, oggi. È una bambina fortunata: perché, essendo la più piccola di quattro sorelle, secondo un'antica usanza afghana, si vestirà da maschio, e di un maschio avrà tutta la meravigliosa libertà di correre, giocare, andare a scuola. Ma solo finché non raggiungerà l'età da marito.
Allora a lei toccherà la stessa sorte delle sorelle e della madre e verrà data in sposa contro la sua volontà.
A darle coraggio, la storia della bisnonna, che condusse una vita ribelle e anticonformista, non accettando mai il compromesso.
Rahima seguirà le sue tracce e lotterà per un destino splendido e luminoso come quello della sua antenata."

Recensione:
Eccomi tornata con una nuova recensione!
Finalmente posso parlarvi di questa stupenda lettura, ma per prima cosa voglio avvisarvi che il titolo mi ha lasciata alquanto perplessa, molto spesso ho creduto che fosse addirittura ironico, visto che le protagoniste vivono situazioni davvero indicibili.
La soluzione a questo dilemma mi è arrivata controllando il titolo originale, ossia: "The Pearl that broke its shell".
Dopo questa scoperta tutto ha avuto un senso, ma andiamo con ordine.
In questa storia ci sono due protagoniste Rahima, ragazzina dei giorni nostri e Shekiba sua bis bis nonna vissuta circa un centinaio d'anni prima.
Il punto di congiunzione tra queste due è la Zia Shaima, che racconta alle nipoti la storia della loro coraggiosa bisnonna.
Rahima è la terza di cinque sorelle, è nata in Afghanistan, luogo in cui una figlia non viene mai desiderata, figuratevi cinque!
Le bambine non hanno la stessa libertà di giocare e uscire di casa come i maschi, ma Rahima ha la fortuna di trascorrere l'infanzia come un Bambino, in modo da poter aiutare la madre con le commissioni e svolgendo qualche lavoretto in un piccolo negozio.
La sua infanzia trascorre felicemente visto che può godere di privilegi che le sorelle non hanno: può giocare in strada con gli altri bambini, correre, uscire da sola e perfino frequentare la scuola.

Ma all'età di tredici anni la sua vita torna bruscamente ad essere come quella delle altre ragazze, questo perchè il padre le ha combinato un matrimonio con un signore della guerra con il triplo dei suoi anni, così inizia la sua seconda vita come quarta moglie di Abdul Khaliq.
In alternanza con la storia di Rahima troviamo quella della Bis nonna  Bibi Shekiba, la cui vita è stata segnata dalle disgrazie fin dalla più tenera infanzia.
Shekiba all'età di circa un anno aveva urtato un pentolino pieno di liquido bollente, procurandosi una terribile ustione su metà del viso e da quel giorno deve convivere con quello che viene da tutti considerato il segno di una maledizione.
Per una serie di disgrazie anche lei deve indossare abiti maschili ed aiutare il padre nel lavoro nei campi, ma il suo destino è estremamente mutevole e la vedremo arrivare dove nessuno si sarebbe aspettato.
Il filo conduttore di questo alternarsi di storie è il Nasib, ossia il Destino, entrambe le protagoniste in diversi momenti della loro vita si trovano a riflettere su questo concetto e su un dilemma: accettare passivamente tutto quello che succede, in quanto il destino non può essere cambiato, oppure cercare di crearsi da sole il proprio destino?
Un altro punto in comune delle due donne è il Dolore, entrambe vivono vicende orribili e sono costrette a sopportare terribili perdite, a volte leggendo mi è capitato di avere le lacrime agli occhi.


Devo dire che questo libro mi ha molto colpita, perchè sebbene le due protagoniste siano separate da un centinaio d'anni, la mentalità rimane sempre la stessa, in alcuni momenti mi dimenticavo addirittura che tra le due ci fosse un divario temporale cosi importante.
Il modo in cui vengono trattate le donne è disumano, e per noi occidentali sembra quasi impossibile, ma leggendo questa storia vi immergerete completamente in una mentalità diversa dove l'uomo ha tutto il potere.
I matrimoni sono combinati e le spose vengono vendute al marito e quest'ultimo ne può fare quello che vuole.
Ritrovarsi in una casa con altre mogli di tuo marito è la normalità, il che crea astio e rivalità, per non parlare delle terribili suocere.
Rahima vive tutte queste situazioni e l'unica persona che le porta conforto è la sua Khala Shaima, che la va a trovare e continua negli anni a raccontarle la storia della sua bisnonna.
"Tutti hanno bisogno di una via di scampo" le ripete spesso Khala Shaima e anche Rahima riesce a superare tutte le avversità, tenendo sempre a mente questa frase.
La lettura è estremamente coinvolgente, l'alternanza delle due storie lascia sempre una suspance simile a quando si guarda una serie tv e sul più bello la puntata finisce.
Come avrete capito sono entusiasta da questo libro, ma non mi sento di dargli il massimo dei voti, perchè il finale mi è sembrato un po' incompleto, forse perchè avevo alte aspettative visto il titolo italiano.

Giudizio:


Personaggio preferito:
Ho amato le protagoniste ed anche molti personaggi minori ma questa volta voglio esaltare la zia Khala Shaima perchè sebbene sia disabile, non si fa abbattere da nulla, è fortissima, coraggiosa e saggia.
Una donna che non ha paura di dire quello che pensa anche alla presenza di un uomo e che vive per le sue nipoti e per rendere le loro esistenze meno terribili.



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