lunedì 18 febbraio 2019

Che ne penso della serie di "Una serie di sfortunati eventi"

Forse qualcuno stava aspettando questo post, o forse ve ne eravate dimenticati.. Io ci ho pensato spesso, ed ho aspettato così tanto per scriverlo in primis per metabolizzare tutte le informazioni e poi perché mi serviva un momento giusto in cui mettermi a scrivere. Se non sapete di che parlo, piccola premessa: l'anno scorso ho letto tutti i libri di una serie di sfortunati eventi e li ho commentati in tredici post più o meno deliranti, poi mi sono divorata anche la serie Tv di Netflix e oggi ve ne voglio parlare paragonandola ovviamente ai libri.
Farò del mio meglio per non fare spoiler, ma è estremamente difficile perciò abbiate pietà se mi lascio sfuggire qualcosina.

La serie tv

La serie tv di "Una serie di sfortunati eventi" è composta da tre stagioni, per un totale di 25 episodi, la cui durata può variare da 40 a 50 minuti. Ad ogni libro della serie sono dedicati due episodi, ad eccezione dell'ultimo che viene narrato in un colpo solo.
All'inizio ho fatto un po' di fatica a lasciarmi coinvolgere, ero ancora affascinata dai libri ed ho subito notato delle cose che mi hanno fatta storcere il naso, in più ho anche visto il film tratto dai primi tre libri, quello con Jim Carrey per capirci ed è stato inevitabile fare dei paragoni anche con quello. Ma dalla seconda stagione in poi sono riuscita a godermi di più la serie e persino ad apprezzarla nonostante tutto.
Ora procederò ad elencarvi le cose che mi hanno fatta storcere il naso, mi concentrerò principalmente sui lati negativi perché penso siano più interessanti da analizzare e perché di cose positive su questa serie ne potete leggere più o meno ovunque.
Nonostante quanto sto per dirvi voglio sottolineare che nel complesso la serie mi è piaciuta e che penso meriti di essere vista, anche solo per l'interpretazione di Neil Patrick Harris nei panni del conte Olaf. Ma se avete intenzione di leggere i libri vi consiglio di farlo prima di iniziarne la visione, questo perché, nemmeno a dirlo, i libri sono infinitamente meglio.


Il Cannocchiale

Partiamo con calma parlando di un oggetto che ha un ruolo abbastanza importante nella serie tv: il misterioso cannocchiale che i fratelli Baudelaire trovano tra le macerie della loro casa. Su questo oggetto viene ricamata una storia interessante che unisce molti personaggi e che acquista significato mano a mano che si va avanti con la serie.
Il Cannocchiale compare anche nel film del 2004 con Jim Carrey, ma sorpresa sorpresa nei libri non ve ne è traccia. Ebbene si, nei libri non esiste il fantomatico cannocchiale, così significativo e ricco di mistero, il che comunque vi assicuro non toglie nulla alla storia, semplicemente è strano che un oggetto così importante nella serie sia stato totalmente inventato.

Svelato troppo presto

Un grande problema della serie è che svela troppo in anticipo molte cose, quello che nei libri si scopre solo verso il quinto volume, nella versione tv si capisce già dal primo episodio (e non è tanto per dire), in questo modo si perde moltissima suspense e la storia diventa un tantino più piatta.
Questo problema si ripresenta in tutta la serie, in modi più o meno evidenti, il che mi ha parecchio infastidita, vi faccio un esempio non troppo spoiler: il conte Olaf e la sua banda vengono spesso mostrati mentre organizzano il prossimo piano per catturare i Baudelaire e tutti i modi in cui riescono sempre a ritrovali, il che toglie completamente l'effetto sorpresa che c'è nei libri.

Personaggi secondari che mettono in ombra i Baudelaire

Un'altra cosa che mi ha stupita della serie tv è la comparsa di diversi personaggi secondari che nei libri non esistono. Non pretendo che la storia venga seguita alla lettera, ma gran parte di questi personaggi aiutano i Baudelaire in situazioni in cui nei libri sono costretti a cavarsela da soli. Questa rete di sostegno ha senso ai fini narrativi, ma non mi è piaciuta perché sminuisce le capacità dei tre fratelli. Nei libri uno dei temi ricorrenti è proprio quanto i Baudelaire possano contare solo su se stessi: quando gli adulti non credono al fatto che il conte Olaf trami contro di loro, durante moltissime situazioni pericolose o semplicemente nei momenti di sconforto, sono loro tre a farsi forza tra loro e ad usare tutte le loro risorse per andare avanti. Nella serie questo tema è molto meno potente, proprio per la rete di personaggi secondari che in modo più o meno evidente li aiuta e li protegge.

Lemony Snicket

Lemony Snicket non solo è lo scrittore dei libri, ma ne è anche il narratore di conseguenza è naturale che compaia nella serie. La sua figura nei libri è avvolta dal mistero, ma durante la narrazione ogni tanto si lascia sfuggire qualcosa sulla sua vita e tassello dopo tassello il lettore riesce a capire parte della sua storia, potremmo dire che si tratta di una narrazione nascosta tra le righe di quella principale, due storie in una per intenderci.
Nella serie tv Lemony Snicket perde un po' della sua aura di mistero semplicemente perché l'attore ci mette la faccia e nelle parti narrate compare in scena. Questa è una scelta stilistica che può essere valutata solo in modo soggettivo ed io preferisco la versione del 2004 proprio perché riesce a mantenere l'aura di mistero, non svelando mai il volto del narratore, inoltre mi ero creata un immagine completamente diversa rispetto all'attore della serie.
Però mi preme sottolineare che le parti narrate di Lemony Snicket sono riprese quasi parola per parola dai libri, il che mi ha resa infinitamente felice perché in questo modo si trasmette il meraviglioso stile dei libri anche al pubblico della serie tv.

Rilevanti modifiche

Nella serie gli autori si sono presi un po' di libertà creative, il che è normale e inevitabile, però in alcuni casi mi hanno infastidita i cambiamenti apportati. Un esempio sono i due episodi dedicati al quarto libri "La sinistra segheria", lì la trama è stata stravolta in molti punti e in modi che non mi sono per niente piaciuti.
Le modifiche fatte si notano soprattutto verso la fine, quando vengono aggiunti un infinità di spiegazioni su passato, presente e futuro, il che potrebbe sembrare una cosa buona, ma per me non lo è stato. Da una parte capisco questa scelta di dare al pubblico una visione più completa del mondo creato da Snicket, ma così facendo si perde tutta la magia che c'è nei libri, quel misto di mistero, complotto e nebulosi accenni a retroscena del passato. I libri giocano molto sul mistero e sulle cose accennate, a volte in modo contorto e confuso e il finale è particolare proprio perché mantiene questo stile, invece la serie offre una spiegazione per ogni cosa in modo quasi ossessivo e a volte forzato. Inoltre alcuni retroscena nei libri non ci sono proprio ed ora mi chiedo se siano stati presi da altri libri di Snicket o se siano inventati di sana pianta dagli autori, fatto sta che questi arricchimenti di trama mi hanno spesso infastidita.

Il Finale

Nel complesso il finale mi è piaciuto anche se essendo in un unico episodio mi è sembrato che sia stato gestito in modo molto affrettato. Anche in questo caso ci sono state alcune modifiche, ma nel complesso è stato rispettato abbastanza bene quanto scritto nel libro.
Avrei preferito che fosse gestita meglio la rivelazione del colpo di scena che nel libro mi ha totalmente sorpresa, nella serie viene rivelato in modo molto veloce e con poca enfasi sulla sua importanza. Gli altri momenti emozionanti nel libro, riescono molto bene sulla scena, anche se con meno potenza a causa del dover gestire tutto velocemente e del solito problema dell'aver svelato troppo.




Bene cari lettori, mi sembra proprio di aver detto tutto e di averne anche parlato abbastanza, spero che questo post vi sia piaciuto e come sempre vi invito a farmi sapere che ne pensate nei commenti!

venerdì 15 febbraio 2019

5 cose che.. Anime: le mie 5 cotte

Buongiorno cari lettori, dopo moltissimo tempo torno a partecipare alla rubrica "5 Cose che.." ideata da twins books lovers, il tema di questa settimana mi ispirava troppo per non parteciparvi!



Ecco il tema di questa settimana:

Anime: le mie 5 cotte


Edward Elric - Fullmetal Alchemist

La mia fissa di questo periodo è "Fullmetal Alchemist - Brotherhood" un anime che ho iniziato senza troppe aspettative, ma che mi ha catturata ed emozionata dall'inizio alla fine. Penso sia uno dei migliori che abbia mai visto per trama e personaggi. Il mio preferito è Edward Elric, per il suo carattere testardo e protettivo soprattutto nei confronti del fratello minore. Il passato dei due fratelli è molto drammatico, ma lui non si butta mai giù e si impegna al massimo per recuperare quanto hanno perduto. Una storia che merita proprio!





Gerard Ferdandes - Fairy Tail

Mi piacciono molti personaggi maschili di Fairy Tail, ma Gerard è quello che mi incuriosisce di più, ha un carattere taciturno e un fascino magnetico. Sono ancora abbastanza indietro nella visione dell'anime, ma posso dirvi che è un personaggio complesso e ricco di sfaccettature. Sono proprio curiosa di rivederlo comparire nella storia.



Dio Yato - Noragami

Di questo anime ho visto solo la prima serie, ma sono in pari con il manga e devo dire che la storia mi sta appassionando parecchio!
Yato è un Dio giapponese sconosciuto, che tenta in ogni modo di diventare famoso per non essere dimenticato dagli umani. È un buontempone buffo e divertente, ma ha anche un lato determinato e guerriero, mi piace proprio per queste sue caratteristiche così opposte.
Si dimostra molto protettivo nei confronti dei suoi amici, soprattutto se si tratta di Hyorin, e del suo tesoro sacro Yukine, per il quale svilupperà un forte attaccamento quasi paterno.



Eric - Rossana

Non poteva mancare lui, un pezzo fondamentale della mia infanzia e probabilmente la mia prima cotta per un personaggio degli anime. Eric lo conoscerete tutti e a me piace per il suo carattere taciturno e scontroso, che si scioglie un po' solo in presenza di Rossana. Un paio d'anni fa ho letto il manga da cui è tratta la serie e ve lo consiglio perché molte cose sono state modificate nella versione italiana dell'anime e per risentirvi di nuovo bambini!




Howl - Il Castello Errante di Howl

Altro personaggio che sicuramente conoscerete tutti, Howl mi piace perché è molto ambiguo e instabile, sopratutto nella prima parte della storia. È un mago potente ma che si dispera per un colore di capelli sbagliato e che qualche volta si comporta come un bambino. Ma proprio per queste sue caratteristiche mi è sempre piaciuto.



Bene cari lettori, ora voglio sapere che ne pensate e soprattutto quali sono le vostre cotte!