domenica 22 luglio 2018

Recensione "L'arte di correre" di Haruki Murakami

Titolo:

L'arte di correre

Autore: Haruki Murakami
Editore: Einaudi
Prezzo Ebook: € 7,99
Prezzo Cartaceo: € 11,00

Trama:
" Una riflessione sul talento, sulla creatività e piú in generale sulla condizione umana; l'autoritratto di uno scrittore-maratoneta, di un uomo di straordinaria determinazione, di profonda consapevolezza - dei propri limiti come delle proprie capacità -, di maniacale disciplina nel sottoporre il proprio fisico al duro esercizio della corsa; e non da ultimo la sorpresa di scoprire che un autore celebrato per la potenza della sua fantasia sia in realtà una natura estremamente metodica, ordinata, agli antipodi dello stereotipo dell'artista tutto «genio e sregolatezza». "

Recensione:
Se state cercando un libro che vi insegni a correre, questo non fa al caso vostro. Se siete interessati al racconto di esperienze personali e da un certo punto di vista straordinarie, allora direi che potrebbe fare per voi.
Murakami in questo suo libricino, riversa parte della sua vita, ma più che di corsa, parla di fatica: perchè lui è uno scrittore maratoneta. La passione per la corsa, nasce di pari passo con quella per la scrittura, esse sono due facce della stessa medaglia, per Murakami, non potrebbe esistere scrittura senza corsa ne corsa senza scrittura.  La cosa straordinaria è che queste due passioni sono nate in maniera naturale, o meglio dire quasi casuale.
In questo libro Murakami, racconta le sue esperienze più estreme di maratoneta, e si ferma a riflettere sui motivi per cui si sottopone ad uno stress fisico e psicologico così forte. È un libro molto introspettivo e personale, che ci svela un lato inaspettato di questo straordinario scrittore.

"La corsa non è uno sport adatto a tutti. Così come non è congeniale a tutti la professione dello scrittore. Io non sono diventato scrittore perchè qualcuno me l'abbia suggerito o chiesto, anzi, semmai sono stato ostacolato. Sono diventato scrittore perchè ho fatto di testa mia. Allo stesso modo, non si diventa corridori perchè qualcuno ce lo consiglia. Fondamentalmente, si diventa corridori seguendo il corso naturale delle cose."

Non conoscevo molto bene Murakami, di suo ho letto solo "Norwegian wood", ma il suo stile mi piace molto e sento una certa affinità nel modo di pensare.
Questo suo libro di memorie, mi ha colpita, e mi ha insegnato molte cose soprattutto riguardo al valore della disciplina e della forza di volontà.
Murakami non è un maratoneta straordinario, i suoi tempi sono nella media, alcune volte anche leggermente al di sotto, ma per lui la cosa veramente importante è arrivare al traguardo, superando se stesso. Lui non si paragona agli altri, nella corsa come nella scrittura, cerca di raggiungere un obbiettivo che si è prefissato, combatte con se stesso per arrivarci e non importa se ci sono centinaia di persone più brave di lui.
Non so se questo libro possa piacere a tutti, io ne sono rimasta illuminata, non avevo mai riflettuto sulla fatica a cui viene sottoposto un maratoneta, alla dose di auto-consapevolezza che deve avere per spingersi al limite, senza mai oltrepassarlo. Così come non avevo mai riflettuto sul binomio scrittura-attività fisica e su quanto esse possano essere collegate tra loro.

"Scrivere un romanzo, fondamentalmente è una sfacchinata, io ne so qualcosa. In se l'atto di redigere delle frasi è forse uno sforzo mentale. Ma scrivere fino in fondo un libro intero è qualcosa che si avvicina alla fatica fisica." 


Giudizio:



Momento Preferito:
Visto che di personaggi ce ne solo uno vi parlo del mio momento preferito, ovvero la descrizione della maratona di 100 km a cui Murakami partecipò nel 1996, correre una maratona normale è di per se una cosa non da tutti, correre un ultra maratona di 100 km è una cosa completamente folle.



venerdì 20 luglio 2018

5 cose che.. 5 libri di cui mi sono sbarazzata

Oggi ci tengo a partecipare alla rubrica ideata da twins books lovers "5 Cose che..", perchè si parla di libri da cui abbiamo deciso di separarci.


Ecco il tema di questa settimana:

5 libri di cui mi sono sbarazzata

La parola Sbarazzarsi non mi piace molto riferita ai libri, meglio dire che ho dato in adozione, perchè comunque per quanto possa essere brutto, non riuscirei mai a buttare nel cestino un libro.
Io utilizzo la piattaforma Acciobooks per scambiare e fin'ora mi sono sempre trovata benissimo, recentemente ho provato con il book crossing, ma non mi da la stessa soddisfazione.
Ma ora veniamo a parlare di alcuni libri "che ho dato in adozione".


Le cronache di Narnia volume completo

Uno dei miei primi scambi e quello tutt'ora più impegnativo è stato il volume completo delle cronache di Narnia, è stata un'avventura perchè ero abbastanza inesperta in spedizione di libri e alle poste avevano deciso di essere pignoli.
Il libro alla fine sono riuscita a spedirlo e si è fatto un bel viaggetto, fino in Sicilia se non sbaglio, però ne è valsa la pena: in cambio ho ricevuto "Via col vento".



Venuto al mondo

Io non ho un buon rapporto con la Mazzantini, perciò non vedevo l'ora di liberarmi dei suoi libri che avevo comprato in un impeto di curiosità. Non ricordo con cosa l'ho scambiato, però mi sono tolta un peso dallo stomaco quando ho spedito il libro. Spero sia arrivato a qualcuno che riesca ad apprezzarlo più di quanto abbia fatto io.



Un educazione milanese

Un altro libro che avevo faticato a finire e che proprio non mi è piaciuto. L'ho dato in adozione con immenso piacere e sono felice che sia arrivato ad un ragazzo che sembrava molto interessato a leggerlo, chissà se a lui è piaciuto.



Attraverso i miei piccoli occhi

Vi avevo parlato di questo libro e sebbene mi aspettassi qualcosa di diverso, mi era comunque abbastanza piaciuto. Ho deciso di scambiarlo per il semplice fatto che ero sicura che non l'avrei riletto e mi dispiaceva tenere rinchiusa nella mia libreria una storia che merita di essere letta.



Torment

Secondo libro della saga Fallen, io l'ho acquistato, ma non ho mai preso gli altri, sebbene li abbia letti. La saga alla fine non mi è piaciuta più di tanto, perciò non avevo intenzione di acquistare anche gli altri e così l'ho scambiato.
Il mio rapporto con le saghe è spesso così, in libreria ho magari un paio di libri sparsi di una saga e gli altri li leggo tramite la biblioteca di solito, poi valuto se vale la pena acquistarli tutti.



Eccoci qui, questi sono solo alcuni dei libri che ho scambiato, all'inizio era difficile separarmi dai miei libri, per quanto non li riuscissi ad apprezzare, ma piano piano mi sono abituata a questo metodo ed ora non potrei farne a meno.
Ho moltissimi libri ricevuti da uno scambio in attesa di essere letti, spesso ci trovo un biglietto, un piccolo segnalibro, delle sottolineature.. tutte queste cose mi fanno apprezzare ancora di più il vissuto di quei libri.
Voi che ne pensate?